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Urbino
Ludovico Ariosto

Orlando Furioso

Canto XLIII

147
Ben che Rinaldo con pochi danari
fosse sovente, pur n'avea sì alora,
che cortesia ne fece a' marinari,
prima che li lasciasse alla buon'ora.
Quindi mutando bestie e cavallari,
Arimino passò la sera ancora;
né in Montefiore aspetta il matutino,
e quasi a par col sol giunge in Urbino.

148
Quivi non era Federico allora,
né l'Issabetta, né 'l buon Guido v'era,
né Francesco Maria, ne Leonora,
che con cortese forza e non altiera
avesse astretto a far seco dimora
sì famoso guerrier più d'una sera;
come fer già molti anni, ed oggi fanno
a donne e a cavallier che di là vanno.