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Una giornata a Pesaro e Urbino PDF  | Stampa |  E-mail

Con le guide turistiche di Pesaro e Urbino una giornata nella città di Rossini e nella patria di Raffaello.

PRENOTAZIONI guide : email Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo   - telefono: 338.2629372


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UNA GIORNATA A PESARO E URBINO - ITINERARIO CLASSICO
PESARO, UNA CITTÀ DA SCOPRIRE
Il Museo Oliveriano - ingresso gratuito
Oltre a materiale di epoca romana, nel museo archeologico sono conservate importanti testimonianze dell'epoca etrusca, greca e soprattutto picena. Il museo prende il nome dal pesarese Annibale degli Abbati Olivieri (1708 - 1789) che cedette alla città la sua ricca collezione di antichità nel XVIII secolo. I materiali esposti nel museo non sono di esclusiva provenienza locale, fra questi segnaliamo l'anemoscopio romano, i vetri cimiteriali paleocristiani, l'idria bronzea di Treia. Il palazzo che ospita il Museo è sede anche della Biblioteca Oliveriana che conserva, fra altri materiali, 360 incunaboli, alcune migliaia di cinquecentine, oltre duemila pergamene e oltre 300.000 volumi a stampa.

Musei Civici - (include anche casa Rossini) ingresso 10 euro - 8 euro (over 65) - 5,00 euro per gruppi con guida autorizzata per provincia di Pesaro Urbino - gratuito per under 19
Sono presenti due sezioni principali.
La pinacoteca raccoglie opere di primitivi veneti, emiliani e toscani, la raccolta dei collezionisti bolognesi Hercolani e di altre nobili famiglie locali nonché dipinti provenienti da chiese pesaresi e del territorio. Di particolare interesse: "L'Incoronazione della Vergine" di Giovanni Bellini (1430/35 - 1516) opera capitale del grande pittore veneziano e "la Caduta dei Giganti" di Guido Reni (1575 - 1642).
La sezione dedicata alle ceramiche può considerarsi una delle più importanti, nel suo genere, a livello europeo, in particolare per la qualità e la quantità delle maioliche cinquecentesche. Notevoli anche i pezzi del secolo XVIII decorati con motivi floreali.

Casa natale di G. Rossini -
(include anche i musei civici) ingresso 10 euro - 8 euro (over 65) - 5,00 euro per gruppi con guida autorizzata per Provincia di pesaro Urbino - gratuito per under 19
Gioachino Rossini vi nacque, in una stanza al primo piano, il 29 febbraio 1792. La casa è di impianto quattrocentesco con aggiunte e modifiche risalenti al XVIII secolo. Il nucleo essenziale del museo rossiniano, allestito al pianterreno e al primo piano della casa, è costituito da una raccolta di stampe dell’Ottocento donate dal parigino Alfonse Hubert Martel e da altri ricordi e cimeli legati alla vita e all’attività artistica del Maestro.

Cattedrale  di Santa Maria Assunta
La facciata dell'edificio, romanico-gotica, appartiene alla chiesa del XIII secolo, la cui costruzione iniziò alla fine del 1200 e fu ultimata a metà del XIV secolo con il completamento del campanile. L'architettura della cattedrale fu più volte modificata nel tempo, e, nella seconda metà del XIX secolo fu integralmente ricostruita, assumendo le attuali forme di stile neoclassico. Mosaici della Cattedrale La visita ai mosaici della Cattedrale varrebbe da sola una visita alla città: da poco tempo parzialmente visibili attraverso aperture in cristallo posizionate su un pavimento "provvisorio", suscitano un'intensa emozione al primo sguardo. I pavimenti a mosaico sono due, a quote diverse.
Il primo mosaico a 2,10 m. dal pavimento del XIX sec. - è visibile attualmente in piccolissima parte. È pertinente ad un edificio sacro paleocristiano distrutto da Vitige all'inizio della Guerra Gotica (535 d. C.). Nel grande locale centrale i mosaici sono disposti su tre file longitudinalmente, la stessa disposizione sarà poi mantenuta per i tappeti del mosaico superiore, ove si ripetono anche gli schemi di alcuni disegni geometrici. L'edificio originario viene adattato alle esigenze del culto e ampliato verso l'attuale altare, incorporando locali pavimentati a mosaico.
L'altro pavimento musivo, a 1,60 m. dal piano di calpestio del XIX sec., ha un impianto risalente al VI secolo in base ad un'iscrizione rinvenuta durante i lavori di scavo iniziati nel 1990 che l'architetto del XIX sec. non aveva individuato. Il clipeo dedicatorio nella navata centrale, in corrispondenza dell'ingresso della basilica. La scritta è in lettere capitali. La dedica recita: " AUXILIANTE / DEO ET INTERCEDEN/TE BEATA MARIA IOH/ANNIS VIR GLORIOSUS / MAGISTRO MILITUM / ET EX CONSUL PROVIN/CIAE MYSIAE NATUS / HANC BASILICAM / CUM OMNI DEVOTI/ONE ET DESIDERIUM / A FUNDAM(ENT)IS CONSTRU(XIT)". Il pavimento di Pesaro è una sintesi unica, di espressioni figurative che mostrano la stratificazione della storia religiosa e sociale dal VI al XIII secolo, dalla dipendenza orientale bizantina alle nascenti nazionalità dell'Europa. Pesaro occupava una posizione mediana lungo la rotta dei pellegrinaggi e dei crociati dall'Europa verso l'Oriente e verso Gerusalemme; per il pavimento musivo della cattedrale sono state notate analogie con temi decorativi di San Marco a Venezia (XI-XII secolo), della cattedrale di Termoli (fine XI - inizio XII secolo) e delle cattedrali di Otranto, Brindisi e Santa Maria a San Nicola alle isole Tremiti.

Palazzo Ducale (visitabile in parte previo nulla osta prefettizio)
È il più importante edificio rinascimentale della città. Vero palinsesto architettonico, è di impianto malatestiano; su Piazza del Popolo domina la facciata principale della dimora fatta edificare da Alessandro Sforza a metà del XV secolo. L’interno invece è il risultato degli interventi realizzati nell’arco di un secolo dai Della Rovere, succeduti agli Sforza dal 1513: imponente il Salone Metaurense (soffitto ligneo con le imprese roveresche); decorati con pregevoli affreschi e stucchi gli appartamenti ducali e la loggia del giardino segreto; sontuosamente arredati, decorati con affreschi di Romolo Liverani e arricchiti da dipinti di varie epoche gli appartamenti degli ospiti.

Sinagoga sefardita
La sinagoga spagnola risale probabilmente all'inizio del XVII secolo. Situato nel cuore dell'antico quartiere ebraico, nel centro della città vecchia, l'edificio non presenta esternamente alcun segno che lo indichi come luogo di culto. All' interno una vetrata si apre su un cortile retrostante, che porta a sua volta ad un piccolo ambiente, forse un deposito per libri e carte non più utilizzabili. Negli altri vasti locali a piano terra si trovano: una vasca per abluzioni rituali, un forno per la cottura del pane azzimo, un pozzo. Al primo piano, ai lati del ballatoio del balconcino, due dipinti murali raffiguranti Gerusalemme e l'accampamento degli Ebrei ai piedi del monte Sinai (mal conservati) e una splendida sala di culto con la classica struttura bifocale.
Pesaro, Piazza della Libertà: Arnaldo Pomodoro "Sfera Grande"Altri monumenti visitabili a Pesaro:
Conservatorio Statale G. Rossini, Villino Liberty "Ruggeri", Sfera Grande di A . Pomodoro, Chiesa di S. Agostino, Chiesa di S. Domenico, Chiesa di S. Maria delle Grazie, Mura Romane, Chiesa Del nome di Dio.
URBINO, LA CITTÀ IDEALE DEL RINASCIMENTO
Palazzo Ducale - Galleria Nazionale delle Marche - ingresso gratuito per under 18, a pagamento (6,50 euro) per altre fasce di età (salvo le riduzioni e altre gratuità previste).
Dopo la sua ascesa al potere, alla metà del XV secolo, Federico volle trasformare la dimora paterna. Così, sotto la sua supervisione, fu iniziata la costruzione del nuovo Palazzo e la ristrutturazione dei vecchi edifici preesistenti cominciando dall'attuale Piazza Rinascimento.
Il primo architetto si pensa sia stato Maso di Bartolomeo, poi Luciano Laurana (dal 1468 al 1472) e Francesco di Giorgio Martini.
I Torricini e tutta la celebre facciata rivolta ad ovest, verso cioè la strada che conduceva in Toscana, furono costruiti dall'architetto Luciano Laurana che era già al lavoro nel 1467. Il Laurana con la facciata dei Torricini, simbolo di Urbino, collegò edifici preesistenti separati da un forte dislivello.
Quando Laurana partì da Urbino nel 1472 prese il suo posto il senese Francesco di Giorgio Martini che completò il Palazzo. Con la morte del Duca Federico il 10/09/1482 nella guerra di Ferrara; i lavori si interruppero anche se il Palazzo era quasi terminato.
Francesco di Giorgio Martini narra di avere atteso, al tempo in cui fu al servizio di Federico, ben 136 fabbriche fra palazzi, rocche ed altri edifici fra i quali va ricordata in questa sede almeno la chiesa di San Bernardino e il complesso conventuale di Santa Chiara. I denari necessari alla conduzione dei cantieri provenivano dalle condotte, ovvero dagli stipendi che il Montefeltro percepiva dai più importanti Stati italiani del tempo per i suoi servigi di uomo d’armi, egli si poneva al servizio ora dall'uno ora dell'altro Stato, secondo la convenienza politica ed economica del momento . “L’onorario” per la sua attività di condottiero mercenario è stimabile in 5/6 milioni di euro annui.
Nella seconda metà del quattrocento Urbino diventò, una importante città rinascimentale. La dimora che il duca fece si fece erigere può ben considerarsi il primo vero palazzo del mondo, simbolo della sua potenza politico/militare e della sua cultura. Federico fu mecenate tra i più raffinati e, insieme alla moglie, la giovane e dotta Battista Sforza figlia di Alessandro Sforza signore di Pesaro, raccolse alla sua corte alcuni tra gli artisti più famosi dell' epoca: Paolo Uccello, Leon Battista Alberti, Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini, Piero della Francesca, il fiammingo Giusto di Gand e tanti altri ancora.
La Galleria Nazionale delle Marche fu istituita all'interno del Palazzo Ducale nel 1912. Sono da menzionare, a titolo di esempio, solo alcuni capolavori assoluti della storia dell'arte qui conservati: due fra le più note opere di Piero della Francesca, la “Flagellazione di Cristo” e la “Madonna di Senigallia”; la “Comunione degli Apostoli” di Giusto di Gand; il “Miracolo dell' Ostia Profanata” di Paolo Uccello; la “Città Ideale” attribuita a Luciano Laurana; la “Muta” di Raffaello.

GLI ORATORI DI URBINO

Sono dei luoghi di culto dove si riunivano le confraternite (associazioni di laici cristiani che si volevano aiutare e volevano aiutare il prossimo compiendo dei gesti di carità o di preghiera comune). Ad Urbino ne sono conservati ancora tanti. I più interessanti dal punto di vista artistico sono:
ORATORIO DI S.GIUSEPPE (ingresso: euro 2,50 - per gruppi euro 1,50)
La confraternita di S.Giuseppe ebbe origine per opera del francescano padre Gerolamo Recalchi da Verona. I primi fedeli fondarono l'attuale edificio nel 1501 in via Barocci e, con sovvenzioni del duca Guidobaldo, lo terminarono nel 1515. Fu completamente ristrutturato alla fine del XVIII secolo. Tra le opere di pietà i confratelli erano attenti soprattutto ai condannati a morte.
Di grande interesse è la cappellina del presepe: l'ambiente rettangolare è rivestito di pietra pomice e tufo: nella rappresentazione la Vergine partecipa all'adorazione dei pastori che riscaldano Gesù Bambino e, seduto a terra, S.Giuseppe.
ORATORIO DI S.GIOVANNI (ingresso: euro 2,50 - per gruppi euro 1,50)

L' edificio conserva la sua struttura originaria e soprattutto le decorazioni pittoriche. L'interno è coperto da un caratteristico soffitto a carena di nave. Le pareti sono tutte affrescate dai due pittori di San Severino Lorenzo e Jacopo Salimbeni, allievi di Gentile da Fabriano, nel secondo decennio del XV sec.: la crocifissione nella parete dell’abside , la vita di S. Giovanni Battista nella parete di destra; nella parete di sinistra sono presenti interventi anche di altri artisti del XV secolo. Sotto l'altare maggiore è venerato il corpo del beato Pietro Spagnolo.

CASA NATALE DI RAFFAELLO SANZIO (ingresso: singoli euro 3,50, gruppi euro 2,50, studenti euro 1,00)
E' la casa in cui nacque anche il padre di Raffaello, Giovanni Santi, anche lui pittore nonché primo maestro del figlio. Raffaello vi nacque nel 1483.
Nel piccolo cortile interno è visibile la "pietra" dove padre e figlio erano soliti preparare i colori.
All' interno sono conservati dipinti, manoscritti e arredi. Da segnalare, in particolare, l' affresco della "Madonna col Bambino", nella stanza dove nacque il pittore e a lui stesso attribuito come dipinto in giovanissima età.
Vi sono inoltre conservati dipinti del padre, Giovanni Santi, e dei discepoli Timoteo Viti e Giulio Romano.

IL DUOMO
Consacrato nel XI sec. a S. Maria Assunta. Nel XV secolo fu ricostruito e poi ancora alla fine del XVIII secolo in stile neoclassico. Una delle statue della facciata rappresenta San Crescentino, patrono della città. La facciata attuale venne disegnata dal Morigia alla fine del XVIII. L'interno rivela lo spirito classicheggiante del Valadier: è ampio, elegante e nobile. Nell' altare maggiore si trova il grande dipinto di Cristoforo Unterperger dove è raffigurata la "Madonna Assunta" a cui è dedicata la basilica. Da segnalare anche una delle più belle opere di Federico Barocci "La Cena" nella cappella del Sacramento, due altri dipinti dello stesso artista in due altari della navata destra, due tele di Claudio Ridolfi e una di Palma il Giovane.

CHIESA DI S. DOMENICO
Nella facciata spicca uno splendido portale rinascimentale. Nel '700 è stata rifatta internamente da Filippo Barigioni grazie alla munificenza degli Albani; di fronte alla chiesa c'è un piccolo obelisco egiziano.

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