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Home arrow Itinerari e News arrow Turismo scolastico e viaggi di istruzione: Gradara e la sua Rocca
Turismo scolastico e viaggi di istruzione: Gradara e la sua Rocca PDF  | Stampa |  E-mail
Visitate con noi la splendida Rocca di Gradara
 
PRENOTAZIONI PER VISITE GUIDATE PER STUDENTI ALLA
ROCCA DI GRADARA:
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LE NOSTRE VISITE GUIDATE A GRADARA PER STUDENTI DELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO
INFORMAZIONI STORICO-ARTISTICHE PER GLI INSEGNANTI
Una tradizione ormai consolidata vuole che la Rocca di Gradara, sul finire del XIII secolo, sia stata teatro dell’amore, finito tragicamente, di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta.
Anche se Dante Alighieri, nel V canto dell’Inferno della Divina Commedia, non menziona i luoghi ove si svolsero i fatti, tutto sembra avvalorare la credenza: le dolci colline marchigiane che abbracciano il borgo e che si possono scorgere dalle finestre della rocca, sono la cornice ideale per un amore romantico; così come le sale del fortilizio sono indubitabilmente il palcoscenico ideale per un amore voluttuoso e infausto, reso immortale dal Poeta.
Accanto alla massiccia torre edificata nel XII secolo, sorse fra Due e Trecento un palatium di maggiori dimensioni: è qui che i Malatesti, divenuti signori di Gradara sullo scorcio del XIII secolo, spostano le funzioni residenziali dall’angusto mastio ed è qui che l’ingegner Zanvettori, “ricrea” all’inizio del XX secolo, memore anche della “Francesca da Rimini” di D’Annunzio, la “Camera di Francesca”.

Un sapiente restauro ed un moderno quanto efficace allestimento museografico - nel percorso di visita è dato anche ammirare importanti opere d’arte: la Pala d’altare da Santa Sofia di Giovanni Santi, la terracotta invetriata di Andrea della Robbia, le opere della Quadreria Comunale in deposito nelle sale, gli affreschi del XV-XVI secolo ancora ben visibili in ben cinque ambienti del piano nobile, le suppellettili di varie epoche, hanno fatto della Rocca Demaniale di Gradara il monumento più visitato delle Marche.

L'insediamento castellano di Gradara sorge in un punto che è stato strategicamente importante per tutto il medioevo: nel fondovalle correva la strada consolare Flaminia, la via attraversata dagli eserciti, dai viandanti e dai pellegrini che dall'Europa orientale e centrale volevano raggiungere Roma in tempi rapidi ed evitando i valichi più difficilmente transitabili, soprattutto d'inverno, dell'Appennino tosco-emiliano. Gradara si trova nel punto in cui iniziano, dopo la pianura padana, le prime colline digradanti sulla costa adriatica marchigiana: per questo il castello era la più importante "sentinella" sul confine geografico fra Italia settentrionale e centrale (insieme ai vicini borghi murati di Monteluro, Tavullia, Granarola, Gabicce Monte, Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara).
Le mura di Gradara, elemento qualificante il paesaggio del confine marchigiano – romagnolo e indispensabile corollario alla visita del borgo, si sviluppano per 550 metri circa, sono intercalate da 14 torri quadrate a gola interna e terminano con salienti aggettanti sostenuti da archetti ciechi.
La merlatura è stata ripristinata alcuni decenni orsono ma esiste anche un tratto che è stato oggetto di un resturo "conservativo": è quello compreso fra il punto in cui terminano i camminamenti praticabili e il bastione sismondeo, poligonale e fortemente scarpato (orientato verso nord-est).
 
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