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Urbino

Veduta dalla Fortezza Albornoz

Mario Praz (Roma, 6 settembre 1896 - Roma, 23 marzo 1982)

Una città del silenzio

"Ad arrivare sotto Urbino dopo aver attraversato un paesaggio che, da Fossato di Vico pel passo del Furlo, presenta scheggioni di roccia come nelle sommarie asperità alpestri di Giotto, a tro­varsi d'un tratto davanti al triplice loggiato elegantissimo affian­cato dai torrioni robusti e svelti al pari di minareti, come non ripensare (uniformandosi al gentil costume delle imprese d'arme e d'amore che fiorì anche in questo palazzo) all'impresa dì Ranuccio Farnese duca di Parma, raffigurante il leone morto nelle cui fauci hanno nidificato le api, col mollo A forti dulcedo, per significare che dalla più fiera delle creature poteva fluire il miele delle arti e delle elette crean­ze: mellea munera praebet? Come nel ritratto di Federico da Montefeltro di Pedro Berruguete, sul­l'armatura d'acciaio è drappeggiala la porpo­ra e l'ermellino, sicché tra mezzo alle braccia munite di spallacci e bracciali e cubitieri ricade l'onda opulenta delle preziose vesti".