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Sassocorvaro
La Rocca Ubaldinesca
La Rocca di Sassocorvaro è stata costruita in un momento di grandi cambiamenti per l'architettura militare: infatti l’invenzione della polvere da sparo, tra XIV e XV secolo, provocò la necessità di adeguare non solo le caratteristiche delle armi e delle armature, ma anche degli elementi di offesa e di difesa delle costruzioni fortificatorie. Per tutta la seconda metà del XV e fino alla metà del XVI secolo, si ricorse ad innovazioni sperimentali per rendere le fortificazioni idonee a resistere all’impeto distruttivo delle nuove armi da fuoco. Così si irrobustirono le mura e si ridussero progressivamente tutti gli elementi che potevano offrire facile bersaglio per il nemico: merlature, caditoie, guardiole sporgenti; si riscorse anche allo scavo di fossati intorno alle rocche. Contemporaneamente occoreva continuare a prevedere difese adeguate non solo dalle nuove armi, ma anche dalle vecchie, ancora in uso. Quindi, nella costruzione di nuove fortezze, si doveveno contemplare sistemi adeguati anche ai vecchi modi di fare la guerra.  Francesco di Giorgio Martini formulò il principio secondo cui, nell’ideare una fortezza, occorreva realizzare un complesso difensivo che offrisse al tiro nemico una superficie continuamente sfuggente, che presentasse la sua convessità costantemente rivolta all’assalitore, da qualunque punto provenisse l’attacco. In base a questi principi teorici, il senese realizzò, unica, la Rocca di Sassocorvaro per Ottaviano Ubaldini. Già durante la sua costruzione, però, Francesco di Giorgio si rese conto che la pur originale architettura non era un efficiente strumento bellico, dato che le forme tondeggianti riducevano la possibilità di difendere il perimetro.Qualche anno dopo, dopo aver accumulato una vasta esperienza di cantiere e di campo, il Martini sarebbe giunto a sconsigliare decisamente, nel suo trattato, mura curvilinee per realizzare le mura perimetrali di una rocca, preferendo di gran lunga conformazioni segmentate a lati rettilinei, cioè la forma romboidale o comunque poligonale, come a Mondavio. La Rocca Ubaldinesca, dunque, nell’epoca in cui fu costruita, si rivelò un fallimento militare, ma proprio gli stessi elementi per cui si dovette parlare di insuccesso, fondano l’originalità della rocca e ne fanno un esempio unico e sublime di architettura.