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Itinerario di visita alla città e al Palazzo ducale di Urbino PDF  | Stampa |  E-mail
Friday 01 January 2016
itinerario di visita classico
 
IL PALAZZO DUCALE E LA GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE. Dopo la sua ascesa al potere, alla metà del XV secolo, Federico volle trasformare la dimora paterna. Così, sotto la sua supervisione, fu iniziata la costruzione del nuovo Palazzo e la ristrutturazione dei vecchi edifici preesistenti cominciando dall'attuale Piazza Rinascimento. Il primo architetto si pensa sia stato Maso di Bartolomeo, poi Luciano Laurana (dal 1468 al 1472) e Francesco di Giorgio Martini. 
Piazza Rinascimento     Torricini del Palazzo Ducale di Urbino     Luciano Laurana, Cortile d'Onore del Palazzo Ducale
I Torricini e tutta la celebre facciata rivolta ad ovest, verso cioè la strada che conduceva in Toscana, furono costruiti dall'architetto Luciano Laurana che era già al lavoro nel 1467. Il Laurana con la facciata dei Torricini, simbolo di Urbino, collegò edifici preesistenti separati da un forte dislivello. Quando Laurana partì da Urbino nel 1472 prese il suo posto il senese Francesco di Giorgio Martini che completò il Palazzo. Con la morte del Duca Federico il 10/09/1482 nella guerra di Ferrara; i lavori si interruppero anche se il Palazzo era quasi terminato. Francesco di Giorgio Martini narra di avere atteso, al tempo in cui fu al servizio di Federico, ben 136 fabbriche fra palazzi, rocche ed altri edifici fra i quali va ricordata in questa sede almeno la chiesa di San Bernardino e il complesso conventuale di Santa Chiara. I denari necessari alla conduzione dei cantieri provenivano dalle condotte, ovvero dagli stipendi che il Montefeltro percepiva dai più importanti Stati italiani del tempo per i suoi servigi di uomo d’armi, egli si poneva al servizio ora dall'uno ora dell'altro Stato, secondo la convenienza politica ed economica del momento . “L’onorario” per la sua attività di condottiero mercenario è stimabile in 5/6 milioni di euro annui. Nella seconda metà del quattrocento Urbino diventò, una importante città rinascimentale.
La dimora che il duca fece si fece erigere può ben considerarsi il primo vero palazzo del mondo, simbolo della sua potenza politico/militare e della sua cultura. Federico fu mecenate tra i più raffinati e, insieme alla moglie, la giovane e dotta Battista Sforza figlia di Alessandro Sforza signore di Pesaro, raccolse alla sua corte alcuni tra gli artisti più famosi dell' epoca: Paolo Uccello, Leon Battista Alberti, Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini, Piero della Francesca, il fiammingo Giusto di Gand e tanti altri ancora.
 La Galleria Nazionale delle Marche fu istituita all'interno del Palazzo Ducale nel 1912. Sono da menzionare, a titolo di esempio, solo alcuni capolavori assoluti della storia dell'arte qui conservati: due fra le più note opere di Piero della Francesca, la “Flagellazione di Cristo” e la “Madonna di Senigallia”; la “Comunione degli Apostoli” di Giusto di Gand; il “Miracolo dell' Ostia Profanata” di Paolo Uccello; la “Città Ideale” attribuita a Luciano Laurana; la “Muta” di Raffaello.
 
GLI ORATORI DI URBINO. Sono dei luoghi di culto dove si riunivano le confraternite (associazioni di laici cristiani che si volevano aiutare e volevano aiutare il prossimo compiendo dei gesti di carità o di preghiera comune). Ad Urbino ne sono conservati ancora tanti. I più interessanti dal punto di vista artistico sono: ORATORIO DI S.GIUSEPPE (ingresso per gruppi euro 1,50) La confraternita di S.Giuseppe ebbe origine per opera del francescano padre Gerolamo Recalchi da Verona. I primi fedeli fondarono l'attuale edificio nel 1501 in via Barocci e, con sovvenzioni del duca Guidobaldo, lo terminarono nel 1515. Fu completamente ristrutturato alla fine del XVIII secolo. Tra le opere di pietà i confratelli erano attenti soprattutto ai condannati a morte. Di grande interesse è la cappellina del presepe: l'ambiente rettangolare è rivestito di pietra pomice e tufo: nella rappresentazione la Vergine partecipa all'adorazione dei pastori che riscaldano Gesù Bambino e, seduto a terra, S.Giuseppe. ORATORIO DI S.GIOVANNI (ingresso per gruppi euro 1,50) L' edificio conserva la sua struttura originaria e soprattutto le decorazioni pittoriche. L'interno è coperto da un caratteristico soffitto a carena di nave. Le pareti sono tutte affrescate dai due pittori di San Severino Lorenzo e Jacopo Salimbeni, allievi di Gentile da Fabriano, nel secondo decennio del XV sec.: la crocifissione nella parete dell’abside , la vita di S. Giovanni Battista nella parete di destra; nella parete di sinistra sono presenti interventi anche di altri artisti del XV secolo. Sotto l'altare maggiore è venerato il corpo del beato Pietro Spagnolo.
CASA NATALE DI RAFFAELLO SANZIO (ingresso gruppi euro 2, studenti euro 1) E' la casa in cui nacque anche il padre di Raffaello, Giovanni Santi, anche lui pittore nonché primo maestro del figlio. Raffaello vi nacque nel 1483. Nel piccolo cortile interno è visibile la "pietra" dove padre e figlio erano soliti preparare i colori. All' interno sono conservati dipinti, manoscritti e arredi. Da segnalare, in particolare, l' affresco della "Madonna col Bambino", nella stanza dove nacque il pittore e a lui stesso attribuito come dipinto in giovanissima età. Vi sono inoltre conservati dipinti del padre, Giovanni Santi, e dei discepoli Timoteo Viti e Giulio Romano.
      
IL DUOMO Consacrato nel XI sec. a S. Maria Assunta. Nel XV secolo fu ricostruito e poi ancora alla fine del XVIII secolo in stile neoclassico. Una delle statue della facciata rappresenta San Crescentino, patrono della città. La facciata attuale venne disegnata dal Morigia alla fine del XVIII. L'interno rivela lo spirito classicheggiante del Valadier: è ampio, elegante e nobile. Nell' altare maggiore si trova il grande dipinto di Cristoforo Unterperger dove è raffigurata la "Madonna Assunta" a cui è dedicata la basilica. Da segnalare anche una delle più belle opere di Federico Barocci "La Cena" nella cappella del Sacramento, due altri dipinti dello stesso artista in due altari della navata destra, due tele di Claudio Ridolfi e una di Palma il Giovane.
CHIESA DI S. DOMENICO Nella facciata spicca uno splendido portale rinascimentale. Nel '700 è stata rifatta internamente da Filippo Barigioni grazie alla munificenza degli Albani; di fronte alla chiesa c'è un piccolo obelisco egiziano.
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